Progetti di Educazione Finanziaria. Da dove partire. L'intervento di Stefano Zamagni

Nelle parole di Stefano Zamagnidocente di Economia Politica all’Università di Bologna e Presidente della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali, all'Assemblea di FEduf del 23 giugno 2022, i quattro cardini sui quali costruire un progetto di educazione finanziaria

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Riportiamo di seguito uno stralcio dell'intervento di Stefano Zamagni, docente di Economia Politica all’Università di Bologna e Presidente della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali, all'Assemblea di FEduf del 23 giugno 2022. 

 

 

“(...) Innanzitutto, bisogna spiegare che risparmiare non è tesaurizzare, che il risparmio non è accantonamento del denaro sotto il mattone o sotto il materasso, come si diceva una volta. Perché il risparmio non è fine a sé stesso. In altre parole, bisogna piuttosto spiegare cosa sia la pianificazione finanziaria, soprattutto a livello dei soggetti economici delle famiglie. Ecco allora il primo contenuto di un progetto di educazione finanziaria: spiegare la pianificazione finanziaria

 

Il secondo contenuto ha a che vedere con i meccanismi di natura psicologica che condizionano le scelte finanziarie. L’economia behaviorista si è sviluppata proprio da questa considerazione. In altre parole, le scelte finanziarie non è vero che sono guidate da criteri di pura razionalità. Non è fattualmente vero. Il ruolo delle emozioni nelle decisioni finanziarie - pensate all'effetto gregge - non ha nulla a che vedere con la razionalità. Ma determina, e a volte in maniera tragica, le scelte finanziarie. Allora bisogna che un progetto di educazione finanziaria spieghi quali sono le contromisure necessarie da mettere in pratica quando ci si trovi di fronte a problemi di scelta di questo tipo.

 

Un terzo contenuto è quello riguarda la finanza etica. Già oggi un quarto delle transazioni finanziarie ha come oggetto la finanza etica. Fondi etici in forte aumento che applicano come criteri di investimenti quelli ESG. Bisogna spiegare in che cosa consiste la finanza etica, come si esprime e perché, in tempi relativamente recenti, nel corso degli ultimi decenni, abbia preso un impulso di questo tipo.

 

Il quarto ambito è quello che riguarda la novità di questo nostro tempo. Bisogna spiegare cosa è la fintech, è una cosa seria, non destinata a scomparire. La quarta rivoluzione industriale, la rivoluzione delle tecnologie del digitale, pensate all’intelligenza artificiale, sta introducendo temi mai esistiti in precedenza. Pensate alle valute digitali e ai sistemi di pagamento, la rivoluzione della finanza digitale sta ponendo problemi delicati.

 

Sempre con l’avvertenza di non entrare nelle tecnicalità, bisogna dire alla nostra gente, anche a quelli che non hanno avuto accesso a certi livelli di istruzione scolastica o universitaria, perché il tema del fintech va preso in seria considerazione. Perché il rischio di manipolazione o perdita di quel valore che è la democrazia è alto. Non dimentichiamo che l’educazione finanziaria è parte non secondaria del progetto democratico”.